Oneri deducibili: il Fisco ha da fornire la prova della falsità delle fatture e può farlo puntando su precisi dati economici

Nel caso specifico è balzata agli occhi la limitata organizzazione aziendale del sub appaltatore, che nel 2007 aveva realizzato un volume di affari di appena 28.191 euro e componenti negativi di appena euro 8.900, quindi assolutamente incompatibili con l'importo delle fatture emesse ed utilizzate dalla società finita nel mirino del Fisco e pari ad oltre 190.000 euro

Oneri deducibili: il Fisco ha da fornire la prova della falsità delle fatture e può farlo puntando su precisi dati economici

In materia di oneri deducibili, il Fisco deve fornire la prova della falsità delle fatture, ma, chiariscono i giudici, tale prova può essere anche di tipo presuntivo, come quella emersa nella fattispecie presa in esame e risultata essere dotata dei requisiti di gravità, di precisione e di concordanza. Di conseguenza, grava sulla parte, ossia sul contribuente, l'onere di dimostrare che quelle prestazioni siano state realmente fornite e che siano state fornite dal soggetto emittente. E, in questa ottica, se il soggetto fornitore non è in grado, dal punto di vista tecnico, di effettuare quella prestazione, allora l'operazione descritta nei documenti è oggettivamente falsa e quindi il costo relativo è indeducibile. Nel caso preso in esame dai giudici è balzata agli occhi la limitata organizzazione aziendale del sub appaltatore, che nel 2007 aveva realizzato un volume di affari di appena 28.191 euro e componenti negativi di appena euro 8.900, quindi assolutamente incompatibili con l'importo delle fatture emesse ed utilizzate dalla società finita nel mirino del Fisco e pari ad oltre 190.000 euro. (Sentenza del 2 marzo 2023 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Basilicata)  

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