Impresa familiare: no all’applicazione automatica dell’IRAP
Illogico considerare automaticamente l’impresa familiare come impresa organizzata. Necessario, invece, valutare l’apporto fornito dai familiari
Impossibile considerare automatica l’applicazione dell’IRAP all’impresa familiare. Erroneo, difatti, precisano i giudici, sostenere che l’impresa familiare è di per sé impresa organizzata, e che pertanto vada considerata irrilevante, ai fini della verifica della sussistenza del presupposto impositivo, la valutazione dell’apporto fornito dai familiari. Nel caso preso in esame dai giudici il titolare dell’impresa ha impugnato il ‘silenzio rifiuto’ formatosi sull’istanza di rimborso dell’IRAP versata per gli anni 2012-2015. I giudici tributari hanno sostenuto che l’impresa familiare è di per sé impresa organizzata sicché risulta inutile ogni valutazione sull’apporto effettivo fornito dalla moglie dell’imprenditore, la quale svolgeva, nello specifico, attività di segretaria con una partecipazione agli utili nella misura del 15%. Questa visione è messa in discussione dai giudici di Cassazione, i quali precisano che l’impresa familiare può sì essere assoggettata ad IRAP purché ricorra il requisito dell’autonoma organizzazione, e in questa ottica è necessario valutare in concreto la natura dell’apporto fornito dal collaboratore all’impresa familiare e segnatamente se tale apporto si connoti in termini meramente esecutivi. (Ordinanza 26183 del 6 settembre 2022 della Corte di Cassazione)