Fitto commerciale risolto per morosità: niente imposta sul reddito da locazione

Fondamentale, però, la prova dell’avvenuta mancata percezione dei previsti canoni mensili da parte del proprietario dell’immobile

Fitto commerciale risolto per morosità: niente imposta sul reddito da locazione

Se il contratto di fitto commerciale è dichiarato risolto per morosità, con tanto di pronuncia giudiziale, allora il proprietario dell’immobile non è tenuto a pagare l’imposta previsto per il reddito da locazione. Fondamentale, però, la prova dell’avvenuta mancata percezione dei previsti canoni mensili. I giudici partono da una premessa: l'obbligo di dichiarare il reddito da locazione per le locazioni commerciali vale per i redditi riconducibili a un contratto di locazione in corso, ma non sussiste nel caso in cui non vi sia un contratto in essere. E su quest’ultimo fronte si inserisce la considerazione che laddove la risoluzione del contratto per morosità sia stata riconosciuta da una pronuncia giudiziale che, pur se emanata successivamente rispetto all'anno di imposta, assevera che il contratto è stato risolto per morosità, appunto, a far data da quando tale morosità si è manifestata, e quindi risulta essere stata fornita corretta prova dell'avvenuta mancata percezione dei canoni, l'imposta non è dovuta. Comunque, se l’imposta è stata comunque versata, al proprietario dell’immobile compete il rimborso. (Sentenza del 5 aprile 2023 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio)  

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